Bologna, 08/02/2016

CONSIGLIO COMUNALE SOLENNE IN OCCASIONE DEL "GIORNO DEL RICORDO", L'INTERVENTO DEL SINDACO VIRGINIO MEROLA


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Si trasmette il discorso del Sindaco Virginio Merola, tenuto oggi nel corso della seduta del Consiglio comunale Solenne dedicata al Giorno del Ricordo:

"Grazie signora presidente dle Consiglio, autorità presenti, care ragazze e cari ragazzi,
voglio iniziare questo mio intervento conclusivo innanzitutto ringraziando voi, gli studenti dell'Istituto Archimede di San Giovanni in Persiceto e quelli del Liceo Minghetti, voglio ringraziarvi per la vostra partecipazione e anche per il contributo che avete dato a questa mattinata, e sinceramente devo dire che è una mattinata molto importante, anche per le cose che abbiamo potuto ascoltare e non solo per il nostro dovere di ricordare la tragedia dell'Esodo di queste popolazioni.

Davvero, da parte mia un ringraziamento per il lavoro fatto, alla presidente del Consiglio, alla vicepresidente Cocconcelli, che ci ha messo, come avete sentito, molta passione. Mentre parlava, mi veniva da aggiungere alle sue parole semplicemente questo: è molto importante, anche per le cose che abbiamo sentito adesso dal professor Gianni Oliva, ricordarci di non essere indifferenti e di prendere posizione, con la propria passione, con i propri punti di vista, ma prendere posizione e non rassegnarci all'indifferenza. E' molto importante ricordarlo oggi, oggi che di nuovo siamo qui a ricordare le vittime insieme a Marino Segnan, concludendo un mandato in cui devo dire, io condivido questo giudizio della presidente Lembi, questo Consiglio comunale non si è limitato davvero a celebrazioni retoriche. C'è stato un impegno da parte di tutti , perché si approfondisse un argomento, emergesse quello che è stato tenuto in silenzio e si diffondesse una consapevolezza, a cominciare dai nostri giovani studenti, ma anche dei cittadini tutti, sui motivo per cui era stato eliminato dallo studio della storia e dalla consapevolezza del popolo italiano la tragedia dell'Esodo e delle Foibe e sugli insegnamenti che questa tragedia anche oggi ci trasmette.

Non voglio aggiungere più di tanto, perché penso che quelli che mi hanno preceduto, in particolare Gianni Oliva e Marino Segnan, con una testimonianza personale e con una riflessione storica non a caso fatta da uno scrittore, ci abbiano dato una consapevolezza generale.
Vorrei semplicemente soffermarmi su alcuni passaggi importanti per la nostra vita di comunità, nel senso che lo studio della storia a mio avviso, anche la giornata di oggi ce lo dimostra, non serve a relativizzare le nostre posizioni e a convincerci che non possa esistere una verità storica riconosciuta, serve ad avere la consapevolezza che, pur con tutte le contraddizioni e le difficoltà che abbiamo oggi richiamato, esiste la possibilità di una ricostruzione storica adeguata che ci permette non solo di comprendere meglio e bene quanto è accaduto e di dare un giudizio su quegli avvenimenti, ma di esserne consapevoli nel presente e di scegliere quindi una prospettiva. Questo è molto importante, anche nella nostra vita odierna.
Il silenzio che ha circondato l'Esodo delle popolazioni italiane l'abbiamo ricostruito anche oggi, ne abbiamo approfondito i meccanismi, questo mi fa dire che bene ha fatto la nostra Regione Emilia - Romagna a dire che ci sarà una legge per la ricerca storica contemporanea del nostro '900, perché credo che questa parte della nostra storia sia assolutamente da riprendere e da tenere presente. Deve essere compito delle istituzioni, come ha fatto questo Consiglio comunale, sempre più insieme alle scuole e ai giovani, aumentare questa consapevolezza, sapendo che ci serve anche a riconciliarci rispetto a un passato che ci ha visto divisi, nel riconoscimento di una comune verità.

Vorrei sottolineare questo aspetto, ci sono stati comportamenti, scelte politiche sbagliate che hanno vissuto sulla loro pelle gli esuli e le persone massacrate nelle Foibe, il nazionalismo fascista e il nazionalismo comunista hanno prodotto questo esodo e hanno prodotto queste tragedie.
Noi oggi questo lo riconosciamo e dobbiamo farne anche tesoro, nel senso che - come è stato già detto - ricordare sicuramente significa tenere nel cuore, rivivere quelle tragedie, averne la consapevolezza ma richiede sopratutto - ed è per questo che sono molto contento della presenza dei giovani oggi - un impegno civico sul presente. Un impegno civico sul presente in un momento difficile anche per la nostra prospettiva europea, i nostri connazionali furono oggetto di violenze e sopraffazioni, furono costretti all'esodo e questo ci deve insegnare che emerge, chiara la necessità di lavorare tutti insieme per il dialogo, per fare in modo che noi non dobbiamo pensare a nuovi confini ma a nuove frontiere, la nuova frontiera deve essere l'Europa unita, oggi messa in discussione anche per ritorni di nazionalismi separatisti rispetto alla prospettiva europea e avere questa consapevolezza dei danni che può provocare il nazionalismo, credo che sia fondamentale anche per la nostra capacità come cittadini italiani di guardare ala prospettiva europea, quindi la strada del dialogo, la strada della non violenza, la strada del confronto democratico, lasciando in secondo piano le ideologie, se ci riusciamo, lasciando in secondo piano i pregiudizi e l'impegno di tutti al confronto, all'interno delle regole costituzionali che ci siamo dati e all'interno di un rispetto dei valori di fondo della democrazia.

Salvare la pluralità dell'identità, lavorando per la convivenza tra identità diverse può essere il nostro impegno civico presente, abbiamo questa occasione storica che è più facile a dirsi che a praticarsi, come vediamo , per affermare una comunità aperta, una nuova frontiera comune senza l'imposizione di nuovi confini e senza costringere le persone ai esodi forzati.
Abbiamo bisogno quindi di questa consapevolezza storica e di questa capacità di non essere indifferenti ma partecipi di questo presente proprio perché oggi torna di attualità, anche alla luce della riflessione che abbiamo fatto su questa tragedia, il fondamentale fatto che il concetto di esodo è un concetto che contrasta con l'idea stessa di democrazia e che la convivenza tra identità diverse è il banco di prova, la nostra prospettiva di unità europea e di maggiore capacità di vivere insieme nella pace e nella convivenza pacifica.
Il punto torna esattamente quello che era settant'anni fa, il ricordo dei profughi da questo punto di vista è esemplare e il punto di fondo è - care ragazze e cari ragazzi - che a un certo punto si sceglie se essere cittadini o meno.
Noi vivremo in un futuro dove conterà sempre meno il luogo dove siamo nati, ma conterà sempre di più la nostra capacità di sentirci cittadini europei e di essere conseguenti con questa scelta.
Grazie davvero a Marino Segna per questi anni di lavoro insieme, grazie alle consigliere e ai consiglieri comunali perché su questo, devo dire, c'è stato sempre un accordo comune e un'attenzione comune. Grazie al nostro relatore Gianni Oliva e grazie a voi ragazze e ragazzi delle nostre scuole".
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