Bologna, 26/06/2013

ISTRUTTORIA PUBBLICA INFANZIA, L'INTERVENTO CONCLUSIVO DELL'ASSESSORE ALLA SCUOLA, MARILENA PILLATI


    .
Trasmettiamo l'intervento dell'assessore alla Scuola, Marilena Pillati, in chiusura dell'Istruttoria Pubblica sul tema "I servizi educativi e scolastici per l'infanzia nella città di Bologna".

"Non è in realtà mia intenzione trarre conclusioni oggi al termine di queste tre giornate molto importanti di approfondimento, perché, come si ricordava prima, da qui partirà il confronto in sede consiliare, a cui la giunta avrà modo di contribuire con le proprie proposte.
Voglio però esprimere un sincero ringraziamento a tutti coloro che sono intervenuti ma sopratutto un grande apprezzamento per la ricchezza di spunti, idee, riflessioni e anche di proposte sull'infanzia e sui servizi che ad essa sono dedicati che sono emersi nel corso di questa istruttoria pubblica e che sono il segno più evidente e tangibile di quanto vitale sia la nostra comunità e quanto diffusa sia la sensibilità e l'attenzione ai temi dell'infanzia, dell'educazione e della formazione.
Permettetemi di ringraziare in questa sede anche quanti hanno contribuito con le loro idee, il loro vissuto, i loro punti di vista ai diversi appuntamenti del percorso partecipato, quindi non solo all'istruttoria pubblica, percorso che, come è stato ricordato, è avvenuto in un momento di forte conflittualità proprio attorno a questi temi.
Il documento che è stato sottoposto all'attenzione dell'istruttoria, che effettivamente ha rappresentato la base comune nel confronto di questi giorni, aveva lo scopo di rappresentare e restituire in modo rigoroso alla platea dei partecipanti all'Istruttoria l'esito di quel primo momento di confronto e dialogo. Quindi necessariamente il documento riflette le priorità e le sensibilità di chi ha scelto di partecipare, molti genitori, che voglio ringraziare per la loro disponibilità e partecipazione attiva e propositiva.
Sono diversi i temi e le questioni che in quel documento non sono sufficientemente approfondite o che non sono affrontate e che pure sono rilevanti nella vita dei servizi e della scuola. Questo è nella logica del percorso partecipato ed è con l'istruttoria pubblica che abbiamo inteso ampliare gli ambiti di approfondimento, di riflessione e anche i punti di vista chiamati a confrontarsi.
Ed effettivamente così è stato.
Sono davvero molte le realtà associative del territorio che nella nostra città si occupano di infanzia, di educazione e di formazione, in chiave sussidiaria, e molte di queste hanno risposto al nostro invito e ci hanno accompagnato in questo percorso, non solo con un loro contributo ma mettendosi a disposizione per continuare a contribuire a far evolvere la cultura dell'infanzia e dei servizi di questa città.
Sono in tanti davvero ad avere detto in quest'aula: “Noi ci siamo”.
Nella discussione di questi giorni sono emersi davvero moltissimi temi, talvolta con punti di vista e accenti diversi. Ve ne voglio brevemente richiamare alcuni:
- è stato da molti sottolineato l'investimento che questa città ha sviluppato negli anni sulle opportunità rivolte all'infanzia, che ha prodotto quella che il professor Farne' definisce l' "anomalia bolognese" e che molti interventi sottolineano: la quantità e la qualità dei servizi all'infanzia gestiti direttamente dal comune di Bologna, che hanno rappresentato un'occasione di sperimentazione e innovazione con ricadute sull'intero sistema integrato;
- emerge, seppure con diverse sfumature, la necessità di nuove comprensioni, di nuove visioni strategiche, perché come ci ha ricordato la professoressa Giovannini i bambini di oggi vivono esperienze, processi cognitivi familiari e sociali assolutamente diversi da quelli che vivevano i bambini di qualche decennio fa e servono dunque nuovi percorsi formativi che in modo nuovo si interroghino sull'apprendimento e sulle profonde trasformazioni cognitive che si sviluppino con continuità su tutta l'età evolutiva, e allora questo ci impone di non cullarci nei fasti di un passato seppur ricco, serve uno sforzo corale - lo hanno sottolineato in molti - perché dobbiamo ritrovare quella pulsione all'innovazione e alla sperimentazione che non solo ha contraddistinto la nostra esperienza passata ma che è la vera ragione - lo richiamava in modo un po' provocatorio Luigi Guerra - che giustifica l'impegno diretto in un ambito, quello della gestione della scuola che non è tra i compiti istituzionali di un comune ma che per noi rappresenta davvero un grande patrimonio che ha fornito e continua a fornire occasione di innovazione, sperimentazione per l'intero sistema;
- emerge in modo forte, da molti degli interventi, il valore della partecipazione, la necessità di rivederne forme e modalità, a cui si deve accompagnare, però, l'hanno sottolineato in tanti, un pieno riconoscimento dei reciproci ruoli e responsabilità.
- è emersa nella discussione anche una visione dell'infanzia che non è solo quella riflessa dagli adulti ma che riconosce la centralità dei bambini, quali soggetti di diritti.
- è stato evidenziata la necessita di un ruolo sempre più forte dell'amministrazione comunale, non solo come soggetto gestore - pur con opinioni diverse che si sono qui confrontate - ma anche come garante di un sistema formativo integrato che attorno al nido e alla scuola dell'infanzia sia in grado di mobilitare una rete di servizi culturali ed educativi che arricchiscano le opportunità di crescita dei bambini. Quindi una amministrazione comunale che sempre meglio sia in grado di mettere a sistema la ricchezza di questa città in un ambito come quello educativo e formativo. Un'amministrazione che deve contribuire a superare la visione del singolo servizio. La qualità deve essere diffusa nell'intero sistema.
Da questa ricca discussione, dal confronto nel consiglio Comunale che ci sarà, la Giunta potrà attingere alcuni importanti riferimenti per definire nei prossimi mesi le finalità dei diversi servizi che si rivolgono all'infanzia; finalità, che, come è stato sottolineato da molti interventi, rappresentano il punto di partenza per definire le linee guida per le carte dei servizi, un punto di riferimento non solo per i servizi e le scuole comunali, ma per il sistema integrato cittadino. Perché - lo voglio dire ancora una volta - l'obiettivo non può essere la qualità di una parte dei servizi ma di un intero sistema, perché il diritto a servizi di qualità appartiene a tutte le bambine e a tutti i bambini.
Il Comune di Bologna, anche nelle sue articolazioni territoriali, facendosi interprete e portatore della forte vocazione educativa e formativa di questa città, deve essere protagonista nel portare avanti queste finalità, con senso di realtà e coraggio, quindi, insieme dovremo lavorare per lo sviluppo e la qualificazione del sistema formativo integrato, per l'innovazione del modello pedagogico e organizzativo, rafforzandone l'identità.
Voglio rinnovare ancora una volta un ringraziamento sincero e non formale a tutti coloro, nessuno escluso, che hanno messo a disposizione della città le loro competenze, esperienze, le loro riflessioni sul nostro bene più prezioso, che è l'infanzia, a loro davvero il mio ringraziamento più sentito e sincero.".
      .